Recupero urbano nelle città storiche del Territorio palestinese occupato
Rehabilitation planning in the historical towns of the occupied Palestinian territory
A cura di / edited by Elisa Palazzo
Con un’estensione piuttosto limitata il Territorio palestinese occupato raccoglie un’incredibile ricchezza in termini di patrimonio costruito, strutture antropiche e storia urbana ed ospita alcune delle città più antiche e simboliche del mondo (Hebron, Jericho, Betlemme, Gerusalemme Est, ecc.).
Nella complessa contesa politica degli ultimi anni, causa del drastico calo dell’economia e del turismo, della distruzione del paesaggio e della crescente pressione edilizia sui centri storici, è di prioritaria importanza sollevare in ambito internazionale un’attenzione positiva su questo patrimonio e cercare di comprendere le ragioni profonde dei fenomeni in atto e le possibili strade da percorrere per una sua salvaguardia.
Questo numero monografico di Eda ha, dunque, l’obiettivo primario di far conoscere il valore e la qualità del patrimonio costruito storico della Palestina, ancora poco noto e solo parzialmente studiato, e di presentare una selezione di progetti e di piani significativi, realizzati o in corso, che si occupano del suo recupero e rivitalizzazione.
La conservazione del patrimonio costruito è presentata come un obiettivo essenziale della pianificazione urbana. Con alcune distinzioni si propone, quindi, di superare l’ambito disciplinare ristretto del recupero edilizio e portare la discussione su di un piano ‘urbanistico’, inquadrando e contestualizzando i problemi nella situazione geopolitica, sociale e culturale delle città storiche palestinesi.
Le esperienze in corso sono numerose e si muovono in diverse direzioni. Tuttavia emerge chiaramente come il patrimonio costruito costituisca per tutte il riferimento centrale di uno specifico contesto culturale ed economico in relazione ai difficili aspetti socio-politici di un’area di crisi. In un paese dove l’architettura è profondamente legata alla geopolitica in quanto elemento determinante nel controllo del territorio, il recupero dei centri storici palestinesi assume un valore strategico come pratica di rivendicazione culturale contrapposta alla modernizzazione forzata degli insediamenti coloniali israeliani.
In questo senso EdA7 propone un confronto tra i progetti realizzati e in via di realizzazione orientati dai seguenti obiettivi strategici:
1) un approccio di pianificazione integrata che coinvolge allo stesso tempo aspetti morfologici, ambientali, culturali, economici, sociali e politici;
2) la città storica come ambiente complesso che richiede un insieme di procedure elaborate in termini di conoscenza, analisi e rilievo tali da sviluppare strategie sperimentali del recupero e metodologie della pianificazione basate su una profonda conoscenza dei contesti locali;
3) il riconoscimento del ruolo fondante dello spazio aperto nel tessuto urbano e la sua importanza per conservare il sistema di relazioni e di strutture territoriali associate ai centri storici, anche al di là del valore dei singoli edifici e della necessità di un loro restauro architettonico.

foto di copertina: Silwan, Gerusalemme ©UNESCO/Federico Busonero 2009
Within a rather limited geographical expanse, the occupied Palestinian territory is incredibly rich in terms of built heritage, anthropic structures, and urban history as well as being home to some of the most ancient and symbolic cities in the world (Hebron, Jericho, Bethlehem, East Jerusalem, etc.).
As a result of recent political unrest, the area has suffered a drastic drop in the economy and tourism industry, the destruction of the landscape, and the ever increasing real-estate development pressure placed on the historic centres. Therefore, it is a priority to draw positive international attention to this heritage in order to understand the profound reasons for this phenomenon and the possible direction to take for its safeguarding.
The primary objective of this issue of EdA is to bring to attention the value and quality of the built historic heritage of Palestine, which is still not widely recognized or studied, and to present a selection of projects and significant plans, realized or ongoing, which constitute its regeneration and revitalization.
The conservation of the built heritage is presented as an objective essential to planning. Therefore, it is necessary to go beyond the restrictions of a limited disciplinary area (e.g. building restoration) and to embrace an “urban” approach which frames the problems within the geopolitical, social and cultural context of the historic Palestinian urban centres.
The experiences going on are several and moving in different directions. Nevertheless, it is clear how built heritage represents for all of them the main focus point of a peculiar cultural and economical context related to the difficult socio-political aspects of a crisis area. In a land where architecture is deeply rooted on geopolitics and a decisive element in the territorial control, the rehabilitation of Palestinian historical centres acquires a strategic value as a practice of cultural claim set against the forced modernization of colonial Israeli settlements.
In this sense EdA7 is aimed at starting a confrontation among the most outstanding projects in progress today and oriented according to these strategic issues:
1) an integrated planning attitude involving at the same time morphological, environmental, cultural, economical, social and political issues;
2) the old historic town as complex environment that requires elaborate procedures in terms of knowledge, analysis, survey able to develop experimental strategies on rehabilitation and planning methodologies based upon the in-depth knowledge of local contexts;
3) the acknowledgment of the prominent role of open space in the urban fabric and its significance in order to preserve the system of relations and the territorial structures associated to old centres, beside the value of single buildings and the need of their architectonic conservation.
ELISA PALAZZO Architetto e urbanista, è Dottore di Ricerca in Progettazione urbana, territoriale e ambientale. Svolge attività di ricerca e didattica presso la facoltà di architettura di Firenze, dove insegna Gestione Urbana. Ha partecipato alla redazione di piani e progetti, in Italia e all’estero, occupandosi in particolare di paesaggio, spazio pubblico, edilizia sociale e recupero urbano.