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IL PROGETTO URBANO - 4 CASI

Through the study of some examples - Alvaro Siza in Evora, West 8 in Amsterdam, Steven Holl in Schiphol, Frank O. Gehry in Frankfurt, ''projects that constitute real fragments of theory'' - investigates the possibility of building the contemporary city according to the principle of the ''urban project'' formulated by Manuel De Sola Morales: road routes as a means to formalize the city, proposals for new urban fabrics, reinterpretation of urban spaces.

Keywords: contemporary city, urban project, fragments of theory.

IL PROGETTO URBANO - 4 CASI

 

Luigi Pellegrino

SDS Architettura Siracusa | Università degli Studi di Catania


Architettura versus progetto urbano

In un saggio su Lotus n. 104 dal titolo “Consuntivi”, Marco De Michelis ragionava su come, tramontata l’utopia dell’architettura urbana degli anni ’70-’80, dell’architettura quale strumento cognitivo autonomo - che indaga il fenomeno urbano come il risultato di specifiche pratiche architettoniche, riproducibili per riformare la città -, e con l’avvento di processi di trasformazione cruciali, irriducibili alle tradizionali strutture insediative urbane - dal centro alla periferia, corporate center, centri commerciali, territori deindustrializzati, grandi attrezzature di traffico -, e sottesi a processi di globalizzazione - tempi e spazi estranei alle gerarchie e geografie urbane tradizionali, indifferenti alle particolarità dei luoghi - sembra che l’unica risposta possibile per la definizione di un luogo urbano sia affidata a costruzioni dalla configurazione scultorea, conchiuse ed isolate, che cercano di condensare al proprio interno la pulsante complessità di funzioni ed attività tipica degli spazi urbani (edifici “eterotopici” li definirebbe Foucault, falansteri di una nuova utopia urbana). “Questi edifici” - cita De Michelis da Klaus Theo Brenner - “funzionano come calamite nel campo complesso e caotico degli spazi urbani, danno corpo, mantengono in vita e stimolano i bisogni, ancora esistenti, dei cittadini di una vita collettiva”.

La situazione, fatte salve le differenziazioni contestuali, non sembra diversa da quella degli anni ’30, quando un nutrito gruppo di progettisti di varie aree europee – ci ricorda Manuel de Solà Morales (Dudok e Oud in Olanda, De Finetti e Muzio a Milano, Fisker Petersen e Bentren a Copenaghen, Saarinen e Markelius ad Helsinki, Plecnik a Lubiana) “che lavorava alla città come campo aperto alla nuova architettura senza che questa rinunciasse alla funzione di strutturazione urbana” - viene emarginato nei CIAM, e nel dibattito architettonico, a favore dei principi della città funzionale (specializzazione funzionale, importanza del traffico stradale, apertura igienista degli spazi chiusi). Anche allora si verificò un progressivo distacco dell’architettura dalla città dietro il pretesto che i principi non erano realizzati.

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Ultimo aggiornamento: 27/03/2018 06:24

Steven Holl complesso residenziale Toolenburg-Zuid Schipol_ Esploso.jpg

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