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Architettura | Citta' | Partecipazione

The essay deals with the issue of participation in urban and architectural transformation practices through the narration of a concrete case: the Cultural Farm at the Zisa of Palermo. The writing traces its salient steps and enucleaves the nodes and the theoretical and disciplinary contents concerning the statutes of the architectural project and their rewriting, looking at the paradigm of postproduction as the key to contemporary transformations.

Keywords: Cultural Farm at the Zisa of Palermo, Postproduction, Partecipation.


Architettura, Città, Partecipazione. Nuove pratiche per le trasformazioni urbane. Il caso dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo

Giuseppe Marsala

Università degli studi di Palermo, Dipartimento di Architettura_D’Arch


La crisi che continua ad attraversare l’Europa obbliga da un decennio gli architetti, e le discipline dell’architettura e della città, ad aggiornare i loro statuti. Già da qualche anno uno spettro ampio di nuove ricerche conducono l’architettura verso l’esplorazione dei territori del low cost, del low tech, dell’autocostruzione e della “bassa definizione”. Tranne nei pochi casi, in genere appannaggio delle archistar - in cui grandi investimenti per lo più privati sorreggono opere destinate a divenire landmark territoriali i cambiamenti delle città sembrano avvenire attraverso micro-trasformazioni che vedono come maker, gli utenti stessi e i cittadini. Tuttavia, a fronte di tali nuovi indirizzi, le politiche pubbliche urbane mostrano ancora un certo ritardo nell’elaborazione di modelli capaci di costruire e gestire programmi di trasformazione che utilizzino al meglio i temi e i principi contenuti in queste procedure.

Finita l’epoca dei grandi investimenti economici pubblici, le città europee e ancor più quelle italiane, sembrano scontare soprattutto la crisi di rappresentanza che investe il rapporto tra politica e società. Se nel secolo scorso le politiche pubbliche sullo spazio urbano si fondavano su una relativa saldatura tra istituzioni e cittadini oltre che su disponibilità di budget oggi impensabili in questi anni di crisi e in una società dagli ordini del giorno sempre più differenziati, vanno emergendo forme nuove di politica dal basso e di cittadinanza attiva che diviene spesso protagonista di scelte e azioni, laddove la politica e le istituzioni, viceversa, non riescono più a garantire procedure decisionali realmente condivise e investimenti economici adeguati.

In Italia, con la definitiva riconversione post industriale e la diffusione del capitalismo molecolare, si assiste da tempo a fenomeni di riappropriazione di spazi abbandonati che l’azione diretta dei cittadini ri-inscrive all’interno dei circuiti produttivi delle città; e in cui sono essi stessi i promotori di processi di trasformazione che trovano vari gradi di investimento, di applicazione e di espressione.

Questo fenomeno è anche favorito dalla dismissione di grande quantità di patrimoni edilizi postindustriali, che le trasformazioni della produzione economica hanno reso disponibili e che si trovano, il più delle volte, ancora in stato di abbandono.

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Ultimo aggiornamento: 06/02/2018 13:27

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