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Architettura digitale 2.0. Un viaggio da Gehry a Ingels

The Guggenheim Museum Bilbao designed by Gehry marks a turning point in the 20th century architecture, able to transform not only a city, but above all the role of the architect, his place within society, the architectural practice: the digital age starts.
Today, twenty years after its opening, the architectural language seems to be moving towards a new evolution. Just as technology becomes available to everyone BIG's work shows us how even the architecture makes more intuitive, close at hand.

Keywords: Digital, Archistar, Evolution

Architettura digitale 2.0. Un viaggio da Gehry a Ingels

Francesco Fiotti

 

Le rivoluzioni non si annunciano, accadono. Si insinuano come un fluido tra le crepe del reale, i suoi nodi insoluti, per ridefinirne limiti e contorni; raggiungono in profondità i suoi ingranaggi fino a sovvertirne i principi con una forza tanto più dirompente quanto più invano tentiamo di opporci ad esse. Che ci si trovi di fronte ad un fenomeno artistico, scientifico o sociale le rivoluzioni costituiscono un implacabile agente di mutamento. Impossibile prevederne gli effetti.

Le date, i luoghi semmai possono aiutarci in seguito, a debita distanza, solo quando l’energia si è dissipata, come indispensabile riferimento per orientarci all’interno di uno scenario nuovo, inaspettato e consentirci di intercettare linee di forza, ricostruire traiettorie provando a comprenderne più a fondo le dinamiche.

In ogni rivoluzione distinguiamo infatti eventi in grado di segnare inequivocabilmente una fase di passaggio, un punto di svolta, che catalizzando le energie ne amplificano il respiro in direzioni imprevedibili. Anche la nostra rivoluzione ha il suo nodo cruciale; una data, un luogo e i suoi protagonisti. La data è il 18 ottobre del 1997, il luogo Bilbao, l’occasione la presentazione al mondo del nuovo Guggenheim Museum ad opera di Frank O. Gehry.

Da quella grigia giornata di autunno il museo si ancora maestoso e spettacolare alle viscere della città storica; le sue pieghe sorprendenti di titanio si riflettono sulla superficie increspata del Nervión e l’acqua su di esse, in un gioco di rimandi continui; da quella data la sua esperienza taglierà in due la storia recente dell’architettura come il fiume la città; da quel giorno niente sarà più come prima.

 

Bilbao e il suo alieno

La città innanzitutto. Bilbao, vivace e orgoglioso capoluogo della regione basca è a quel tempo una città in trasformazione, che attraversa una profonda crisi d’identità legata alla chiusura negli anni Ottanta di molte industrie siderurgiche e navali. La strategia di rinascita punta a riconvertire la vocazione industriale in una nuova identità urbana legata allo sviluppo del turismo.

La scommessa delle istituzioni locali passa attraverso la realizzazione di una serie di infrastrutture ed edifici di rilievo, come metropolitana e aeroporto, in grado di sostenere le proprie aspirazioni di crescita. Tra gli interventi previsti il più ambizioso è senza dubbio il museo d’arte contemporanea da realizzarsi in un’area di magazzini dismessi. Thomas Krens, direttore della Fondazione Guggenheim, individua per quest’opera la procedura del concorso ad inviti che vede coinvolti oltre Gehry, anche Arata Isozaki e Coop Himmelb(l)au. Come è noto a vincere sarà il progetto più innovativo e rivoluzionario tra quelli presentati.

La proposta di Gehry non lascia indifferenti e attira da subito l’attenzione da più parti.

A partire dal groviglio dei primi schizzi assistiamo negli anni al susseguirsi incalzante di posizioni in netto contrasto tra chi acclama l’edificio come il segno delle potenzialità dei tempi nuovi e chi lo ritiene un baraccone alieno che offende la città storica.

Architetti, artisti, autorità, critici o comuni cittadini nessuno si sottrae all’acceso dibattito ponendo di volta in volta l’attenzione su diversi aspetti: il rapporto tra contenitore e contenuto, i costi e la reperibilità dei fondi, la scelta dei materiali utilizzati in funzione della manutenzione dell’edificio, i reali benefici dell’intera operazione.

... ...continua la lettera del pdf allegato

Ultimo aggiornamento: 17/01/2018 15:09

Frank O. Gehry, Guggenheim Museum, vista dal fiume © foto di Carmela Scala.jpg

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