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Il soffitto della SS. Annunziata di Firenze

Description of the steps that led to the construction of the ceiling of the church of SS. Annunziata in Florence, which lasted from 1664 to 1670



IL SOFFITTO DELLA SS. ANNUNZIATA DI FIRENZE

Paolo Piccardi

Accademico, Accademia delle Arti del Disegno, Firenze

 

 

Entrando nella basilica della SS. Annunziata di Firenze, fra i tanti capolavori d’arte, possiamo ammirare anche il soffitto dorato, con al centro un grande dipinto. Difficilmente però possiamo immaginare quale fosse il suo splendore prima che secoli di polvere e di nerofumo lo offuscassero e nascondessero l’ardito volo prospettico dell’Assunta del Volterrano. Ancora più difficile è immaginare quanto impegno venne profuso e quante difficoltà dovettero essere superate per completare la sua realizzazione, desiderata da anni.

Il soffitto dorato si armonizza così perfettamente con l’interno della chiesa da rendere impossibile, agli occhi del moderno osservatore, immaginare quanto sia stata complicata e piena di ostacoli la sua realizzazione. Alcuni autori lo hanno descritto da un punto di vista estetico ed artistico, ma nessuno come il frate che compilava il Libro di Ricordanze del convento dell’epoca può condurci passo per passo a ripercorrere tutte le fasi della sua costruzione e le difficoltà che i Serviti dovettero superare fino al suo completamento, a suggello del quale lo stesso memorialista rivendicò con orgoglio e tramandò ai suoi successori la pervicacia con la quale i frati erano riusciti a portare caparbiamente a termine un’impresa così impegnativa, mai tentata in precedenza: “per dimostrare a' nostri Posteri, che non siamo vissuti totalmente inutili, e oziosi, mentre habbiamo principiato, e tirato a fine di quelle imprese, alle quali i nostri Passati si conosce che si sono spaventati a pensarci”. Il memorialista era Fra Evangelista Tedaldi, nato a Firenze nel 1620. Fu maestro di sacra teologia nell'Università di Firenze e venne nominato teologo personale da Ferdinando II e, successivamente, da Cosimo III, nonché Consultore del tribunale del Santo Uffizio. Resse la carica di priore del convento prima, e di Provinciale di Toscana poi, unitamente a quella di archivista e di memorialista del convento. Venne definito dallo scrittore suo contemporaneo Giovan Francesco Neri "Cronista insigne, uomo degno di somma stima".

A metà del 1600 la SS. Annunziata presentava ancora la copertura a capriate ultimata nel 1481 da Giuliano da Maiano e Giuliano da Sangallo. Essendo molto scura, contrastava con il fulgore dei voti d’argento, che coprivano interamente le pareti della chiesa e la sua oscura semplicità non era la degna cornice di una Immagine, alla quale si rivolgevano i devoti, fossero essi potenti papi e monarchi, oppure semplici bisognosi di un aiuto per superare le difficoltà contingenti. Ultima considerazione, ma non la meno importante, quel tipo di semplice copertura non corrispondeva al gusto barocco imperante in quel periodo. Tutti questi motivi spinsero i frati a chiedere ad alcuni artisti di presentare i loro progetti per una nuova copertura, al fine di effettuare una prima valutazione.

Vennero prospettate soluzioni le più disparate, che andavano da una volta interamente affrescata a un soffitto piano di legno dorato, con al centro una o più pitture, oppure grandi teleri, secondo lo stile veneziano.

 

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Ultimo aggiornamento: 26/11/2017 07:49

SOFFITTO SS. ANNUNZIATA FIRENZE.jpg

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