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La mostra su Leonardo da Vinci del 1939 a Milano

Documents own to Ignazio Calvi, Secretary of the Scientific Committee of the Exhibition dedicated to Leonardo da Vinci, held in Milan in 1939, let us value preliminary stages of the organization, such as the selection of members of many committes, or cultural policy and aims of the Exhibition. One of the main contribution are the lists of things to show, referred to each field of Leonardo's knowledge. In the case of architecture, a comparison has been realised between the preliminary list (with the sources of drawings and models) and the real exposition, presented through the Catalogue, after the radical changes of the architect Giuseppe Pagano, who organized the Exhibition.

La mostra su Leonardo da Vinci del 1939 a Milano, attraverso le carte di Ignazio Calvi

Damiano Iacobone

Politecnico di Milano

 

Le ragioni della mostra e la scelta della sede

La decisione di realizzare una mostra dedicata a Leonardo da Vinci fu presa il 31 ottobre 1936 direttamente da Benito Mussolini, in occasione del raduno fascista tenutosi al Castello Sforzesco di Milano. La Direzione generale fu affidata al Maresciallo Badoglio, sostenuto dall’azione di diverse commissioni composte da centinaia di personalità. Leonardo da Vinci è individuato come massima espressione dell’universalità nella ricerca del sapere estesa a tutti gli ambiti, indicando il valore stesso del Rinascimento. Il criterio generale che viene già inizialmente identificato è quello di “mettere in evidenza l’importanza di Leonardo come ricercatore e precursore ma soprattutto come anticipatore del metodo sperimentale”. “Leonardo seppe essere, di volta in volta, scultore, pittore, architetto. Lasciò prova delle sue ideazioni architettoniche non solo nella visione della città futura ordinata, uguale, con le strade a diversi piani, ma anche nei progetti di edifici a pianta centrale, armoniosi, sereni, fatti per le effusioni spirituali dei fedeli, nelle case distribuite con una diritta funzionalità, in quella cura dei materiali e delle macchine per edificare, che costituiscono la scienza delle costruzioni. Ben poco è certo della sua opera di architetto. Ma la cupola del Duomo di Pavia, la cupola del Duomo di Como, la parte più autentica del Santuario di Santa Maria alla Fontana a Milano, bastano per dimostrare il segno indubbio di un’originalità che si stacca da tutto ciò che fu fatto in un tempo pure fervidissimo di indagini architettoniche”.

Difatti, la revisione storiografica degli apporti di Leonardo aveva portato a valutarlo come precursore del metodo moderno. Inoltre, la ricorrenza del centenario della morte nel 1919 non era stata adeguatamente celebrata, per cui la mostra poteva risultare un’occasione adeguata.In realtà, la celebrazione dell’universalità della figura di Leonardo da Vinci sottende altri due aspetti altrettanto rilevanti per il Fascismo. In primo luogo si vuole istituire una corrispondenza tra il genio di Leonardo e la stirpe italica, altrettanto capace e di talento nella politica, come nelle arti e nelle scienze, tanto da sostenere che si valorizza il “vertice altissimo raggiunto dallo spirito italiano con Leonardo, in modo da esprimere attraverso Leonardo i caratteri essenziali della spiritualità della stirpe”. Ecco, quindi, che Leonardo diventa simbolo del talento e della genialità nei diversi ambiti della gens italica e del popolo italiano nella sua storia. L’altro riferimento, altrettanto importante, ha una propria espressione nella mostra sulle Invenzioni italiane, realizzata contestualmente a quella su Leonardo, che ha valore di propaganda economica e tecnologica nel periodo dell’autarchia.

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Ultimo aggiornamento: 11/09/2017 17:09

Milano_ Palazzo dell Arte. Mostra di Leonardo da Vinci maggio_ottobre 1939.jpg

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