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Lo schermo della periferia

This essay intends to investigate the urban and human dimension in the movies of De Sica, Pasolini and Rosi. It intends to investigate, in particular, two pivotal movies in Pier Paolo Pasolini's Roman period, such as Accattone (1961) and Mamma Roma (1962), and Il tetto (1956) of De Sica, focusing on the re-semantization of film space related to a specific suburb area and the historical context. Accattone e Mamma Roma plots develop deeply linked both to Pasolini Fifty's romances and INA-Casa Government urban plan. Il Tetto plots develop inside of the neorealistic language of Zavattini and De Sica. In fact, at that time, Rome has started expanding its borders, building new suburbs in which a particular social class has gone living. In the three so-called movies 'della borgata' historical, social and architectonical background merges into fictional screen crossing disciplinary fields. Le mani sulla citta' (1963) by Rosi reveals another aspect of suburbs: the urban speculation. The four films represent both the genesis of the suburbs of Italian cities and their current problems.

Keywords: INA-Casa, Rome, Naples, dwelling, urban space, cinema and architecture, borgata.



Lo schermo della periferia

Urbano e Umano nel cinema di De Sica, Pasolini e Rosi

 

Ornella Castiglione

Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, Università di Milano-Bicocca

Sebastiano D’Urso

Dipartimento Ingegneria Civile e Architettura, Università degli Studi di Catania

 

 

Pasolini e il Piano INA-Casa in Accattone e Mamma Roma.

di Ornella Castiglione

Fenomenologia di un luogo di periferia: Pier Paolo e l’arrivo nelle borgate

Pier Paolo Pasolini si dedicò alle riprese di Accattone, suo primo lavoro da sceneggiatore e regista, nei giorni che andarono dal 20 marzo al 2 giugno 1961 (Parigi 2008, p. 63). Egli ambiva già da qualche tempo a cimentarsi alla regia nonostante il giudizio sfavorevole ricevuto dal ‘maestro Fellini’ sul lavoro preparatorio e sulle prime scene. Anzi, proprio quella povertà, quella sciatteria, quella rozzezza, quella “goffa scolasticità quasi anonima” (Parigi 2008, p. 100) diverranno il suo taglio dell’occhio, il segno del suo compromesso tra realismo ed estetismo formale, tra documentarismo e dimensione poetica e artistica, resi anche attraverso la scarsa conoscenza del mezzo. Come è ormai noto, Pasolini raggiunse la capitale da Casarsa delle Delizie nel gennaio 1950, in treno con la madre, successivamente allo scandalo che minò alla base i rapporti con le sue principali istituzioni di riferimento: la scuola e il partito.

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Ultimo aggiornamento: 10/09/2017 17:35

Sergio Citti in Accattone.jpg

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